La tomba vuota: unica prova della resurrezione che poi non prova nulla. Quando hanno trovato il loculo vuoto di Mike Buongiorno nessuno ha pensato che fosse risuscitato! E’ sconcertante: il più grande evento fondativo della fede cristiana nessuno sa come sia avvenuto e non ha testimoni oculari e la Chiesa, le prime comunità cristiane, si è ben guardata dal considerare ispirati e canonici quei vangeli che la raccontavano.

Se come detectives cerchiamo le prove di questo evento non abbiamo che il Vuoto e il Niente.

Vuoto e Niente due concetti che mettono in allarme il cristiano di oggi ma che si confanno alla mentalità orientale nella cui orbita la cultura ebraica gravita.

Abbiamo così paura di questi concetti mentre tutti i racconti della passione ne esplorano il campo semantico: Fallimento, Assurdità, Abbandono, Solitudine, Nausea, Silenzio…..e la liturgia fin dai primi secoli propone alla meditazione e alla preghiera dei fedeli il Vuoto come segno per eccellenza in uno dei giorni più sacri dell’anno, il sabato santo!

Sono concetti che la teologia e soprattutto la mistica cristiana hanno abitato e scandagliato tanto da definire persino la persona del Padre come Silenzio. Silenzio che fa risuonare la Parola, il Verbo, Silenzio come condizione, possibilità della Parola, Silenzio che fa spazio all’emergere della Parola, come se la persona del Padre possa definirsi non nel suo prendere spazio, non nella sua affermazione, ma manifesta la sua onnipotenza nel farsi vuoto, nel sottrarsi, nel fare posto, spazio, per generare e far crescere il Figlio e definire se stesso pienamente in questa relazione: Padre di quel Figlio da sempre e per sempre…ab aeterno.

In questa prospettiva dobbiamo ammettere che non c’è segno più eloquente per un evento come la risurrezione, evento sul limitare della dimensione spazio-tempo e dell’eternità, le narrazioni evangeliche delle manifestazioni del Risorto in Giovanni specialmente sono iconiche a tal proposito: alba (né notte né giorno, senza tempo) in riva al lago (luogo mutevole, non spazio). Segno eloquente perché condizione di possibilità, possibilità di un incontro e in quell’incontro, in quella relazione la “prova” della risurrezione che diventa testimonianza del Risorto.

La tomba vuota segno del Padre che dopo aver compiuto l’opera della risurrezione nella potenza dello Spirito si ritira, fa spazio affinché il credente possa incontrare il Figlio Risorto e nel rapporto con lui ricevere la loro stessa vita, lo Spirito. Ma l’incontro col Risorto può avvenire se il credente indaga quel vuoto addirittura lo abita, emblematici l’esempio della Maddalena e di Giovanni, addirittura quest’ultimo imita l’atteggiamento del Padre nel ritrarsi per far posto a Pietro e quello del Figlio che riposa nel seno del Padre quando entra nel sepolcro vuoto e lo abita respirando quell’assenza e così vede e crede. Vede cosa? Bende e sudario, gli scarti di una morte che i romani consideravano come spazzatura e i giudei oggetti immondi che rendevano impuri coloro che li toccavano perché erano stati a contatto con un cadavere ma lui li vede nel vuoto del sepolcro che non parla più di morte ma di vita altra, oltre, divina e in questa dimensione quegli scarti diventano reliquie preziose.

Ma ora abbiamo paura della parola Vuoto perché vicina a idee new age e nichiliste che impregnano la cultura corrente e che ci disarmano. Idee che riscontriamo specialmente nei ragazzi e nei giovani che incontriamo nelle scuole, nei centri commerciali, per le strade e spesso ci chiediamo: “Tra gli auricolari dello smartphone nella loro testa cosa c’è?” e altrettanto spesso rispondiamo “Nulla!” Non ci sono orizzonti, non ci sono grandi progetti, non ci sono valori, concetto quest’ultimo di valore che richiama semanticamente sì peso, consistenza, sostanza ma anche prezzo e consumo. Ci diciamo che vivono di trash, spazzatura, resti di una valente cultura, di solide visioni del mondo di cui oggi restano solo frammenti in cui essi si aggirano spaesati ma che afferrano e custodiscono con cura…..Già come le bende e il sudario ripiegato a parte nel sepolcro……

Non è che noi adulti facciamo come i romani e i giudei e perfino come Pietro che consideriamo queste bende e sudari post moderni come spazzatura e roba immonda? E se fossero segni dei tempi e li indagassimo come la Maddalena o abitassimo questo vuoto come Giovanni perfino ritirandoci? Forse avremmo un nuovo incontro, una nuova visione e scopriremmo un nuovo inizio…. Di una nuova era che si sta partorendo ….papa Francesco parla non di un’epoca di cambiamento ma di cambiamento epocale! Il vuoto della tomba come un nuovo utero, tomb/womb, di shekespeariana assonanza!

A tal proposito mi viene da pensare a una delle rivoluzioni tecnologiche e culturali che hanno cambiato le sorti del mondo: l’invenzione dell’agricoltura. Ha rotto la simbiosi uomo-natura, ha reso la vita meno precaria e più sedentaria, ha cambiato paesaggi, ha permesso costruzioni di città con monumenti che hanno sfidato il tempo e penso spesso a cosa provassero gli adulti degli inizi di questa rivoluzione nel vedere i loro figli interessati più alla trasformazione dei semi degli avanzi della frutta mangiata e buttata via diventare piante che andare a cacciare con bastoni e pietre le prede in fuga nella savana e man mano che le scoperte avanzavano il loro senso di smarrimento nello “stare” e non migrare più in cerca di cibo e costatare che tutte le loro conoscenze sulla caccia diventavano sempre meno indispensabili per la vita quotidiana. Ma loro sono stati lì, col loro sapere hanno nutrito il cambiamento facendo spazio, continuando a cacciare per dare la possibilità ai loro figli di trovare nuovi mezzi e attrezzi per questo nuovo mondo che si preannunciava.

Dai racconti di risurrezione magari possiamo trarre l’atteggiamento di fede che il Signore ci chiede in questa nostra epoca: il Figlio viene a noi svuotandosi (kenosi) e in questo svuotamento ci mostra il volto intimo del Padre che nella sua onnipotenza nell’amore si fa vuoto per noi facendoci posto nel suo cuore al quale il Risorto ci conduce riempiendoci del suo Spirito che si fa vita nuova in noi…..a noi accoglierla e viverla alla stessa maniera!

Foto: Rita Dell’Aquila