È da poche ore che è iniziato l’Avvento e i messaggi di auguri che hanno intasato il mio cellulare già me lo hanno rovinato. E dire che avevo preso tutte le precauzioni necessarie per salvarmi il periodo dell’anno che amo di più ma non è bastato! Mi ero astenuto durante le messe dal chiedere, specialmente ai bambini, a cosa ci prepara l’Avvento per non farmi rispondere per l’ennesima volta “Alla nascita di Gesù” ma non è servito! Mi chiedo riguardo ai bambini “Ma questi chi li ha rovinati con questa credenza se non sanno farsi nemmeno il segno della croce”? E la risposta sta proprio qua, forse, “se non sanno farsi nemmeno il segno della croce”! Se tutto quello che gli adulti sanno del Natale è quello che hanno detto loro da piccoli, da bambini parlano ad altri bambini e dunque non devo sorprendermi della risposta e ciò vale anche per i loro messaggi di auguri e i giudizi in altri ambiti della fede!

Ormai anzianotto voglio dare prova di saggezza nel riconoscere i mulini a vento e non starò qui ripetere che nel Natale celebriamo la Venuta del Signore, l’Ultima nella gloria, ricordando la prima nella carne e accogliendolo nell’intermedia nello Spirito, fate la fatica di leggere gli articoli che ho già pubblicato gli anni scorsi che stanno qui sotto! Lo so Repetita iuvant sed saepe “stufant” a me e a voi!

La gente crede a quello che vuole credere! Anche se nella liturgia ascolta brani e preghiere sull’ultima Venuta di Cristo pensa comunque al bue e all’asinello e rimane male se scopre che nei vangeli non sono nemmeno nominati! Devo dire, nel contesto attuale, scemi pure noi, preti, a perdere ore a spiegare che il bue è simbolo della misericordia e animale sacrificale e l’asino simbolo di messianismo, ma molto più semplice questo che recuperare il significato originario del Natale come incontro col Signore che viene o decodificare una cultura che vedeva nelle stelle delle divinità come oggi noi consideriamo le stars della politica, dell’economia, dello spettacolo attuali, e quando “cadono” ci finisce il mondo! Ma che fatica spiegare il linguaggio apocalittico, a proposito vuol dire rivelativo, che funziona come l’Eucaristia: vedo una cosa ma la realtà è ben altra! Meglio il compleanno di Gesù, che poi vorrei sapere quando è nato veramente Gesù, se siete sconvolti andate a leggere gli articoli già scritti, oggi mi sento Paganini, meglio festeggiare il Natale come compleanno di Gesù, dicevo, che rischiare di far “servire” la fede a interpretare la realtà e provare a orientarsi in questo mondo in subbuglio per le doglie del parto (Cfr Rm 5,22; Ap 12,2; 1Ts 5,3), chiedo scusa ho usato immagini apocalittiche, sapete è il medievalismo oscurantista che alberga in ogni prete! Vuoi mettere avere un po’ di speranza con uno sguardo altro e oltre! Meglio le poesiole e i sentimentalismi a buon mercato, business appunto! Salviamo il Natale cioè l’economia!

Maranathà! Questa espressione la capiranno solo pochi insiders, quelli che si prenderanno la briga di googlare, per gli altri Abracadrabra…..ops rischia di essere biblica anche questa!

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