Una teologia trinitaria razionalistica, disfunzionale e scissa dalla vita e dall’etica cristiana ha un effetto pratico minimo. Una teologia rivitalizzata, invece, ha conseguenze concrete rilevanti. L’incipit dell’importante studio di Cathrine LaCugna Dio per noi esprime questa convinzione spiazzante: “La dottrina della Trinità è, in ultima analisi, una dottrina pratica con conseguenze radicali per la vita cristiana”. La logica dell’affermazione è chiara. Dio vive in quanto mistero d’amore. Gli esseri umani sono creati a immagine di questo Dio. Pertanto, è impossibile vivere in modo coerente se non si entra nella dinamica di amore e di comunione con gli altri.

Qual’è lo stile di vita concreto che ci consente di realizzare al meglio questo obiettivo? LaCugna suggerisce che la chiave risiede nel regno di Dio, che Gesù predicò e realizzò. Come si coglie nelle sue parabole e nel suo comportamento, il regno di Dio è una regola misericordiosa di amore e comunione. Luogo in cui la volontà di Dio è fatta in cielo come in terra, istituisce un nuovo tipo di comunità che include “il più piccolo di questi” fratelli e sorelle, un gruppo in cui la samaritana, l’esattore delle tasse, e il lebbroso sono ugualmente a proprio agio. In questa comunità i soprusi non esistono più alla luce delle vie oblative di Dio, e maschio e femmina sono partner alla pari, come ebrei e greci. L’obiettivo è la giustizia, la pace, il bene di tutte le creature. Se non viviamo relazioni che rispondano a questo modello di verità del regno di Dio, non abbiamo capito nulla di Dio. Conoscere Dio è possibile solo se iniziamo a vivere una vita di amore e comunione con gli altri. (…)

Nella chiesa e nella società sono emersi comportamenti e prassi estremamente pericolosi perché un gruppo si ritiene superiore a un altro. La stratificazione di potere che ne deriva, in conseguenza della quale alcuni dominano e altri sono subordinati, crea istituzioni caratterizzate da razzismo, sessismo, clericalismo ecclesiastico e atteggiamento distruttivo nei confronti della Terra, oltre ad altri gravi peccati. L’idea rivitalizzata della Trinità evidenzia il fatto che il Dio vivente, che non è un monarca che governa da una posizione di sontuoso isolamento, spadroneggiando, è una comunione traboccante di amore ablativo. L’importanza concreta di questo concetto sta nel modo in cui rende visibile la perversione del patriarcato, del razzismo e di altre strutture di peccato.

Poiché queste divisioni nella comunità contraddicono del tutto la modalità di relazione di Dio, i credenti hanno un motivo cogente per agire in modo diverso. (…)

Una teologia Tinitaria rivitalizzata evidenzia che un Dio inteso come monarca a sé stante o come triade di persone chiusa in se stessa, in relazione solo con la propria interiorità, un Dio che guarda da lontano come un osservatore distaccato e neutrale, un Dio che deve essere spinto ad occuparsi delle creature, un Dio del genere non esiste. Si tratta di un falso Dio, del prodotto di una immaginazione avulsa dall’esperienza cristiana della salvezza. Al contrario, “Dio è amore”, legato al mondo in una triplice struttura di comunione. Facendo nostra questa verità, ci procuriamo energie fresche per immaginare il mondo con amore e per reagire alla violenza autodistruttiva.

L’alleanza di YHWH con Israele, il ministero e la vita di Gesù Cristo e i corroboranti legami comunitari sulla terra creati dallo Spirito sono tutti icone della natura inintelligibile, trina, relazionale di Dio, compassionevole verso il mondo. Alla luce del Dio trinitario possiamo ancora una volta rettificare l’assioma di Ireneo per affermare: la gloria di Dio è la comunione di tutte le cose pienamente vive. Ovunque il cuore dell’uomo venga guarito, la giustizia sia affermi, la pace domini, un habitat ecologico venga tutelato, ovunque liberazione, speranza e riconciliazione abbiano la meglio, ovunque si compia un semplice gesto di gentilezza, si offra un bicchiere d’acqua, si dia un libro ad un bambino che abbia sete di imparare, la comunità umana e terrena riflette già, frammentariamente, il volto del Dio trinitario. Rivitalizzati dalla “grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo”, siamo resi partecipi di un futuro fecondo, che abbraccia tutti i popoli, le tribù, le nazioni, le creature della terra. Il regno di Dio trova un altro punto di appoggio nella storia.

Elizabeth Johnson, Alla ricerca del Dio vivente.