Non conosco impegno più storico, più temporale dell’Incarnazione! Incarnarsi è impegnarsi alla radice, è essere tutti interi nel proprio atto. Dio è colui che è tutto intero nel proprio atto. Credere è vivere alla radice del dell’impegno rivoluzionario fino alla lotta per estirpare il più segreto privilegio, l’attaccamento al mio io, il bisogno di far diventare potenza anche la lotta contro la potenza. Non finirò mai di espropriarmi! Ecco perché il Figlio dell’Uomo, colui che si è totalmente annientato, cominciò la sua carriera pubblica dicendo: “Beati voi poveri, perché è vostro il regno dei cieli!” (Lc 6,20). Non bisogna tradurre “poveri in ispirito”, come si fa di solito, “ma poveri fino allo spirito”, “poveri fino al cuore…”. In altre parole non dirò mai che qualcosa è mio e tutto quello che io sono è per l’altro.

Gesù Cristo prendendo la condizione di schiavo manifesta la condizione di Dio. Non è in virtù di ciò che egli è come Dio che si abbassa a farsi schiavo. Non esiste una natura divina dalla quale deriverebbe il fatto di prendere la condizione di schiavo. Ma è il fatto di prendere la condizione di schiavo che manifesta Dio. È l’atto di non attribuirsi privilegio alcuno che fa sì che il Cristo è Dio. C’è priorità dell’atto sulla natura…. E la sua obbedienza non è altro se non la sua adesione a tutto ciò che implica la condizione di Dio così manifestata. Egli obbedisce. Egli Egli è nella logica del suo atto. Quando Gesù lava i piedi, quando fa il gesto dello schiavo, non nasconde la potenza di Dio, ma invece la svela. Non è solo per un tempo che il Signore si abbassa, che Dio serve gli uomini. Poiché essere Dio, è servire! Dio non è – non può essere – il Padre onnipotente, il monarca del cosmo, che il Figlio sarebbe venuto a velare e “mettere a riposo” per un tempo, abbassandosi fino alla condizione di schiavo. Poiché il Verbo non può mentire a colui del quale è l’espressione. Il Figlio, quando serve esprime il Padre – quindi il Padre è colui che è interamente relativo alla sua opera!

Jean Cardonnel, “Il Cristo si è fatto schiavo”, in Monastica.