L’essere uniti con la volontà di Dio non sopprime ma esige, anzi, la ricerca di quale sia di volta in volta in ogni singolo caso quella volontà; troviamo infatti, accanto al detto di Gesù che la sinistra non sappia cosa fa la destra, l’esortazione di Paolo a esaminare se stessi riguardo alla fede e alle opere. “Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi: non riconoscete voi medesimi che Gesù Cristo è in voi?” (2Cor 13,5; cf Gal 6,4). La semplicità con la quale si ignora il bene che si fa (perché, assorti completamente nell’azione, si guarda soltanto a Cristo) non significa leggerezza o disattenzione riguardo a se stessi. Non esiste soltanto un modo farisaico di fare l’esame di coscienza, esiste anche un modo cristiano; quest’ultimo non si basa sulla conoscenza del bene e del male e sulla applicazione alla vita pratica, ma rinnova giorno per giorno la certezza che “Gesù Cristo è in noi”. Il cristiano ormai può esaminare se stesso soltanto sulla base di una possibilità che per lui è decisiva, la possibilità che Gesù sia veramente entrato nella sua vita e, ancor più, che Gesù viva per lui e in lui, e venga pertanto a occupare in lui il posto tenuto finora dalla sua coscienza del bene del male. Un esame di coscienza cristiano è possibile soltanto sulla base del presupposto che Gesù Cristo è in noi; nel pronunciare questo nome nella sua interezza evidente è che non si tratta di una qualche astrazione ma della persona storica di Gesù. Nell’esame di coscienza dei cristiani lo sguardo non si sposta da Gesù Cristo al proprio io, ma rimane fisso in Gesù Cristo; e, poiché Gesù Cristo è già presente e attivo in noi e ci appartiene, sorgerà necessariamente la domanda se e in che modo gli apparteniamo, crediamo in lui e gli obbediamo nella nostra vita quotidiana. La risposta a questi interrogativi non possiamo darla noi stessi, ma può darla, soltanto Gesù Cristo. La risposta all’esame di noi stessi non può venire da qualche segno che attesti la nostra costanza e fedeltà; infatti ormai non disponiamo più di alcun criterio in base al quale giudicarci o, piuttosto, il nostro unico criterio è la persona vivente di Gesù Cristo. L’esame di coscienza consisterà dunque sempre nel sottoporci senza riserve al giudizio di Gesù Cristo, senza trarre noi stessi le conclusioni ma lasciando quest’incombenza a colui di cui conosciamo e riconosciamo la presenza in noi.

Dietrich Bonhoeffer, Etica.