Gli studenti in piazza ma che bella novità! Non si era mai visto prima! E le rivendicazioni che portano! Tutta roba nuova! Sogno o son desto? Mi meraviglierei se gli studenti non protestassero per un qualcosa che reputano migliore o essenziale per il loro futuro ma mi stupisce che noi presunti adulti ci meravigliamo e condividiamo!

Le manifestazioni di questi giorni mi hanno fatto tornare in mente quelle di quando ero studente io dove il movimento si chiamava La Pantera invece adesso si chiama La Lupa. Questo dimostra che anche quando non c’erano i social anche noi credevamo a leggende metropolitane di pantere fuggite non ricordo se da circhi o zoo in cerca di libertà e non si riusciva a catturarla! Simbolo potentissimo che non poteva non esercitare un fascino irresistibile per menti idealistiche e in corso di formazione come quelle giovanili! Come andò a finire? Che le scuole tornarono ad essere scuole, le università università con qualche banco rotto e un graffito di una zampata in verde su un muro segno che la pantera era stata catturata o più probabilmente nata in cattività non sapeva come sopravvivere nella giungla metropolitana o non essendo mai esistita ha fatto la fine che fanno i sogni alla luce del mattino! Quindi un adulto che ha vissuto da giovane tutto questo come pensa andrà a finire la Lupa? Uguale! E invece stiamo sognando con loro! Ci stiamo indignando con loro! E pensiamo sia pure che sia una cosa positiva! Già me lo sento Perché non è così?

I giovani fanno i giovani, sognano, guardano al futuro, si approcciano per la prima volta al mondo che li circondano e vogliono plasmarlo, manifestano le loro priorità e indicano i loro valori e questo è il loro compito.

Gli adulti dovrebbero fare gli adulti, riconoscere in loro la loro gioventù e agganciarli alla realtà che è più complessa e in linea generale più deludente degli ideali. Insegnare che non incontri la Giustizia, la Libertà, la Cattiveria, la Corruzione ma persone giuste, persone libere, persone cattive, persone corrotte, addirittura persone in cui tutti questi aggettivi e altri convivono insieme! Noi anzianotti dovremmo essere questo muro e questo specchio dove si verifica la consistenza e si riflettono i loro ideali che è l’unico modo in cui possano riuscire a  farli propri e non scoraggiarsi nel realizzarli o sentirsi falliti se non ci riescono.

Invece noi non offriamo nessuna resistenza, nessuna visione di rimando, ma ci aggreghiamo, ci mischiamo formando con essi una melassa che è più perniciosa di un muro di gomma!

Dove sarei adesso se gli adulti della mia gioventù non avessero fatto, con tutti i loro limiti ed errori, gli adulti? Se avessero assecondato le scemenze che dicevo? O non sanzionato comportamenti che mi hanno dato modo di ri-fletterli? Non solo per cambiarli ma anche per radicarli!

Questo vale anche per il mio campo! Quando ero un liceale non ero per niente un chierichetto e tutto avrei pensato nella mia vita fuorché diventare prete e non per non consapevolezza ma per attivismo e siccome attivismo era comunque occuparmene volevo diventare indifferente! Lo so ero già noioso da piccolo! L’incontro e lo scontro con gli adulti mi ha dato modo di vagliare le mie convinzioni con la realtà e se la pantera era stata catturata quello che mi agitava dentro cercava una strada verso la realtà e l’ha trovata portandomi alla riva opposta ma abitandola in maniera diversa. Quando i miei confratelli si meravigliano e si indignano che gli adolescenti e i giovani li contestano io mi deprimo! Loro fanno il loro lavoro, abitano la loro età, contestano tutto e contestano anche me ma io non sono chiamato ad indignarmi sono chiamato ad essere solido (muro? Ostacolo? Pietra di paragone? Di scandalo? Canale? Mattone?) che misuri e indirizzi la loro crescita perché anche un loro rifiuto di quello che sono e rappresento contribuisce ad essa.