È arrivato il vaccino anti covid ed è partita la campagna di vaccinazione e sono iniziate o meglio venute alla luce le posizioni contrapposte o meglio ancora si è trovato il modo fare show a tal riguardo sia da parte dei no-vax  sia dei pro-vax. Le posizioni sono agli antipodi. Vaccinarsi per la fiducia nella scienza, la fiducia nei processi di controllo e per il bene comune. Non vaccinarsi per dubbi sulla efficacia e bontà dei vaccini e per salvaguardare la libertà in materia di sanità e diritti individuali. Non entro nel merito delle posizioni perché la questione è complessa e spesso non mi aiutano a far chiarezza i teatrini televisivi o social a cui sono costretto ad assistere o mi imbatto nel tentativo di informarmi. Un fatto però mi sembra accomuni le due posizioni: voler vivere la normalità. Chi la rivendica già da ora e chi vi anela fortemente. Quello che mi sconvolge è che nessuno la metta in discussione, nessuno ci mette le virgolette a questa “Normalità”. “Normalità”: tornare a viaggiare e fare le vacanze, andare a divertirsi, riunirsi per aperitivi… ma “Normalità” per chi? Ovviamente per gli occidentali, per quelli della parte “fortunata” del mondo e della società e quindi per quella “giusta” non certo per quelli che vacanze, scuola, cultura, aperitivi non ce l’hanno perché con il loro sfruttamento consentono che ce l’abbiamo gli altri. Sfugge che tornare alla propria “Normalità” è costringere anche gli altri alla loro.

Se questa esperienza della pandemia ha messo in evidenza un fatto è che siamo tutti sulla stessa barca  ma ha evidenziato anche che non viaggiamo nella stessa classe come nella vicenda del Titanic e alla fine chi se la cava sono sempre quelli della prima pronti a tornare alla loro “normalità”: danzavano e bevevano champagne in abito da sera prima perché potevano permetterselo e danzeranno e berranno champagne in abito da sera poi per dimenticare! Già per riprendersi e dimenticare “la brutta esperienza” e con essa mettere anche da parte la possiblità di cambiare quella “Normalità” seguendo un’altra “Norma”.