{"id":572,"date":"2019-03-23T14:56:59","date_gmt":"2019-03-23T14:56:59","guid":{"rendered":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/?p=572"},"modified":"2024-11-17T17:57:54","modified_gmt":"2024-11-17T17:57:54","slug":"annunciare-con-larte-intervista-di-morena-patrizia-la-torre-a-massimiliano-ferragina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/ordinario\/annunciare-con-larte-intervista-di-morena-patrizia-la-torre-a-massimiliano-ferragina\/","title":{"rendered":"Annunciare con l\u2019arte:"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">intervista a <strong>Massimiliano Ferragina<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Morena Patrizia La Torre<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"801\" height=\"801\" src=\"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Massimiliano-Ferragina.png\" alt=\"\" data-id=\"678\" data-link=\"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/massimiliano-ferragina\/\" class=\"wp-image-678\" srcset=\"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Massimiliano-Ferragina.png 801w, https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Massimiliano-Ferragina-150x150.png 150w, https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Massimiliano-Ferragina-300x300.png 300w, https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Massimiliano-Ferragina-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 801px) 100vw, 801px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"747\" height=\"776\" src=\"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Massimiliano_Ferragina.png\" alt=\"\" data-id=\"679\" data-link=\"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/massimiliano_ferragina\/\" class=\"wp-image-679\" srcset=\"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Massimiliano_Ferragina.png 747w, https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Massimiliano_Ferragina-289x300.png 289w\" sizes=\"auto, (max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\" class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sfida sempre nuova quella di annunciare il Vangelo, suscita interrogativi esistenziali, richiede un coinvolgimento personale e apre alla ricerca di nuovi linguaggi capaci di colmare la vita di bellezza. Come avvicinare arte e Vangelo e viceversa? Ne parlo con piacere con l\u2019insegnante\/artista e formatore Massimiliano Ferragina. A lui mi lega una forte amicizia costruita nel tempo, consolidata grazie ad un comune percorso di studi per un Master in Pedagogia Religiosa. Testimone privilegiata di molti suoi successi artistici, nel tempo, ho avuto modo di apprezzare personalmente la sua capacit\u00e0 di dar voce, spazio e colore ai nuovi linguaggi dell\u2019arte contemporanea. Lasciamoci provocare e scuotere dalla sua \u201cricerca pittorica e spirituale\u201d. Il suo slancio artistico conquister\u00e0 anche voi . <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Massimiliano,\nl\u2019arte contemporanea incontra l\u2019esperienza di <em>ricerca religiosa<\/em> dei ragazzi d\u2019oggi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Intanto grazie per questa\nvostra attenzione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019arte \u00e8 sempre apertura\nall\u2019infinito! L\u2019arte contemporanea, ovvero del nostro tempo, indaga con\nmolteplici linguaggi i grandi temi che accompagnano l\u2019uomo e la donna da\nsempre. Sono linguaggi che divergono da quelli classici che per formazione ci\nvengono tramandati, sono linguaggi nuovi, arte digitale, installazioni,\nperformance, fotografia, astrazione, per citarne alcuni, ma sono linguaggi che\ni ragazzi immediatamente colgono. Mi capita spesso nelle mie lezioni, o alle\nmie mostre di interrogare i ragazzi su opere di artisti contemporanei oppure\nanche su opere mie, e tutte le volte rimango sorpreso dal fatto che\nimmediatamente si arriva a Dio, al suo mistero, al suo amore per l\u2019uomo, al\nlegame stretto con il mondo che ci circonda, al senso della fede e del credere\noggi. Credo di s\u00ec! L\u2019arte contemporanea, quella fuori dai circuiti del\n\u201cfenomeno\u201d o dalla semplice provocazione fine a se stessa, quella che esprime\nl\u2019inquietudine dell\u2019Essere, avvicina, accompagna, stimola, interpella le\ncoscienze e quindi apre il cuore e la mente alla dimensione religiosa, seppur,\nripeto, con linguaggi del tutto nuovi. Forse ancora inaccessibili per molti. Ma\nquesto sar\u00e0 il futuro dell\u2019arte sacra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il\nlinguaggio dell\u2019arte contemporanea come pu\u00f2 indicarci una nuova via di\ncomunicazione e di annuncio del Vangelo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Molti artisti\ncontemporanei, me compreso ovviamente, lavorano su temi profondamente radicati\nnel testo biblico ed evangelico. Forse non vengono notati o forse hanno un\npubblico che non \u00e8 di massa ma esistono tante realt\u00e0 in Italia e non solo, come\ni musei diocesani per esempio che si sono attivati ad intercettare questi\nartisti e realizzare con loro opere, progetti, laboratori finalizzati\nall\u2019annuncio del messaggio evangelico. Potremmo dire che esiste una forma di\narte contemporanea sacra che viene utilizzata per diffondere il vangelo e la\nsua bellezza. Nella mia esperienza di artista e insegnante e anche formatore in\nambienti ecclesiali, posso testimoniare che i workshop di pittura emozionale\nbiblica, ideati da me appunto, sono sempre momenti dove la parola e la sua\nbellezza, passando dalle mani, con attivit\u00e0 pittoriche concrete, e con focus su\nartisti e opere ispirati dal Vangelo diventano esegesi viva, entusiasmante,\nlinfa nuova per accostarsi ai testi senza essere noiosi, ridondanti, o peggio\ndistanti dal vissuto. L\u2019arte contemporanea possiede codici nuovi che se\nutilizzati sapientemente e con convinzione veicolano contenuti evangelici\naltrimenti difficili da affrontare o comunque senza suscitare quello \u201cstupore\u201d\nche porta ad innamorarsi dell\u2019Amore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il\ncromatismo delle tue opere \u00e8 appassionante, ma come pu\u00f2 il colore interpretare\ne suscitare un\u2019esperienza religiosa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ti ringrazio per questa\ndomanda, il colore \u00e8 proprio il mio timbro, o meglio, l\u2019utilizzo simbolico che\nfaccio del colore nelle mie opere \u00e8 il mio segno distintivo. Il colore \u00e8 luce.\nLa luce \u00e8 la prima cosa che Dio crea nel racconto biblico della creazione. Il\ncolore \u00e8 qualcosa di primitivo, primordiale, emoziona, provoca in noi reazioni\nvisive e d emotive. Gli studi sul colore e la percezione di esso sono\ninnumerevoli e dimostrati. Nella mia ricerca artistico pittorica il colore \u00e8\nsoggetto e allo stesso tempo. Mi piace lasciare che lo spettatore si senta\navvolto dal mio blu cobalto o si senta interiormente provato dal mio rosso\npermanente chiaro, o che veda nel mio giallo primario un bisogno di luce\ninnato, perch\u00e9 non siamo stati fatti per le tenebre. Ecco! Riuscire a\ncoinvolgere emotivamente solo con la potenza cromatica dei primari, rievocare\nricordi, incontri, vita vissuta, pensieri, \u00e8 gi\u00e0 esperienza religiosa.\nReligioso non \u00e8 solamente aderire ad una fede e praticarla, religioso \u00e8\nsentirsi parte e protagonista di una volont\u00e0 superiore alla nostra, sentirsi di\nappartenere ad un \u201ccuore divino\u201d col nostro piccolo \u201ccuore umano\u201d. Beh! Se il\ncolore predispone a queste interpretazioni non \u00e8 solo bravura o fascino\ndell\u2019artista ma \u00e8 soprattutto forza propulsiva che l\u2019uso sapiente del colore\nriesce a suscitare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il\ncatechista che utilizza l\u2019arte contemporanea come strumento riveste quella <em>dimensione profetica<\/em> della quale tu\ntanto parli?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Magari ce ne fossero\ntanti! Sicuramente! Nessuno meglio del catechista pu\u00f2 arrivare a toccare corde\ndella dimensione religiosa, del ragazzo o ragazza, che si sta formando alla\nscuola della fede. Il catechista che utilizza l\u2019arte contemporanea parla la lingua\ndi oggi, la lingua del tempo. Parla la stessa lingua dei bambini o ragazzi che\ngli vengono affidati, e loro sentono che oltre la trasmissione della formula di\nfede, o delle preghiere, passa anche un \u201csoffio\u201d speciale, quello della libert\u00e0\ndello Spirito che ha soffiato sull\u2019artista, lo ha ispirato appunto, e poi \u00e8\nvolato sul catechista che trasforma in bellezza della fede quella ispirazione.\nA volte non serve nemmeno spiegare pi\u00f9 di tanto un\u2019opera contemporanea,\nbasterebbe lanciare parole chiave e lasciarsi sorprendere dalla restituzione\ndei ragazzi, perch\u00e9 lo Spirito profetico parla anche al loro cuore. Il\ncatechista che si fa portavoce e testimone di una fede bella, ricca, aperta,\ncertamente \u00e8 profeta, \u00e8 uomo e donna di Dio. Profeta appunto. Serve coraggio,\ndei nostri parroci, responsabili, serve investire in formazione, preparare alla\ncompetenza, serve crederci innanzitutto, artisti disponibili a collaborare non\nmancano. Me compreso ovviamente!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Arte,\nemozione, spiritualit\u00e0: mostraci una tua opera\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019opera\nche ho scelto di commentare e meditare per il vostro sito parrocchiale,\nriguarda proprio la vita di un pubblicano, anzi la vita di Matteo il\npubblicano. San Matteo. L\u2019opera \u00e8 un\u2019opera di arte contemporanea, la sua\nrealizzazione risale al 2016. Matteo ha la\nfortuna\/sfortuna di fare questo mestiere in Galilea, nella citt\u00e0 di Cafarnao.\nSi trova al centro dell\u2019attenzione, ogni giorno \u00e8 preso di mira dai pregiudizi,\nsi dice che i pubblicani rubassero dalle tasse, Matteo col suo banchetto in\npiazza, all\u2019aperto \u00e8 davvero molto esposto. Non immagina l\u2019incontro che sta per\nrealizzare. Non ha idea di quale Bellezza lo interpeller\u00e0. L\u2019opera che stiamo\nanalizzando non raffigura Matteo come lo abbiamo descritto, non serve, \u00e8 stato\ngi\u00e0 fatto da grandissimi artisti. L\u2019opera cerca di raffigurare la sagoma di\nMatteo, la sua ombra, la sua linea corporea, il suo essere fondamentale. Nella\nsezione bassa intravediamo questa linea nera frettolosa che traccia la sagoma\ndi Matteo. E\u2019 una sagoma di uomo, di schiena, che volta le spalle allo\nspettatore, al suo pubblico, alla sua gente che lo odiava per pregiudizio o a\nragion veduta. La sagoma \u00e8 china su s\u00e9 stessa, curva, chiusa in s\u00e9 stessa,\ndenuncia la chiusura alla libert\u00e0 derivante dalla verit\u00e0, nell\u2019uomo antico come\nin quello contemporaneo. Matteo pur essendo vissuto al tempo di Ges\u00f9 \u00e8 ancora\nvivo e contemporaneo in tutti quei ragazzi che vivono la sua condizione. Il\nmancato incontro con la vera Bellezza che libera l\u2019essere. Un essere che fino a\nquel momento \u00e8 rimasto chiuso e arroccato sul possesso, sul piacere che si\ncompra, sulla fame di consumare e la sete di apparire. La sagoma da sinistra\nappare piccola, immersa nel nero che dal fondo si erge come la pesantezza della\ncolpa che ci tiene ancorati alla terra senza avere la capacit\u00e0 e il coraggio di\nalzare la testa e guardare il cielo. Ma proprio da questo cielo ecco la luce!\nUno squarcio di luce bianchissima, una luce materica (nell\u2019opera questa luce \u00e8\nresa con spatolate di stucco acrilico, la tecnica s\u2019ispira all\u2019arte informale che\nprevede la pittura materica) che inonda il cielo di Matteo, riempie il centro\ndella terra, si staglia al di sopra delle ombre. E\u2019 Cristo che si presenta a\nMatteo. E\u2019 la luce della Bellezza fatta persona che invade senza essere\ninvadente il luogo dove il giovane pubblicano vive. Ges\u00f9 appare innanzi a\nMatteo, aveva appena operato prodigi, la guarigione fisica di un paralitico.\nFresco di miracolo Ges\u00f9 pronuncia a gran voce: seguimi! In alto a sinistra la\ntela parla. Anzi scrive. Scrive SEGUIMI. Una sola parola, un imperativo del\ncuore. In quella sola parola tutto la nuova vita di Matteo si nasconde. Seguimi\ncome fidati. Come amami. Come liberati. Come vivi. Come alzati! Chi non\nvorrebbe sentire questo comando? La tela parla attraverso le parole scritte su\ndi essa. Serve immediatezza. Lo spettatore che osserva deve saper leggere e\naccedere al messaggio dell\u2019opera. Come abbiamo gi\u00e0 detto l\u2019opera serve al\ncontenuto, non lo supera. Quel \u201cseguimi\u201d in alto viene dal cielo e tocca la\nterra. La terra dove Matteo \u00e8 ancorato, \u00e8 fissato, \u00e8 zavorrato. In una parola\nun nuovo progetto di vita si fa avanti. E\u2019 Ges\u00f9 che si fa avanti. Matteo non\nesita. Giovane coraggioso e desideroso di bellezza. Osservando ancora la tela.\nI colori del cielo nell\u2019opera sono rosso e blu, i colori del sangue arterioso e\ndel sangue venoso: l\u2019umanit\u00e0 che si fa grande dell\u2019amore di Dio, senza il suo\namore saremmo piccoli, saremmo un corpo vuoto, solo un insieme di carne e ossa\nsenza spirito. Matteo da quel giorno ha cominciato a vivere la vera vita con\ngli occhi traboccanti di bellezza. L\u2019opera utilizza pochissimi elementi nella\nsua costruzione, nella sua architettura cromatica. Pochi elementi \u00e8 linguaggio\ncontemporaneo. Rendere il molto col poco. Elementi per\u00f2 altamente simbolici e\nsignificativi che \u201cnarrati\u201d alle nuove e giovani generazioni risultano attuali\ne comprensibili. Non servono in un tempo \u201cdigitalizzato\u201d grandi manovre\nnarrative per trasmettere un contenuto di fede, servono segni e simboli chiari,\nnetti, rispettosi della verit\u00e0 di fede. \u201c<em>Ogni forma autentica di arte \u00e8, a suo modo,\nuna via di accesso alla realt\u00e0 pi\u00f9 profonda dell&#8217;uomo e del mondo&#8221; e che\n&#8220;quando \u00e8 autentica l\u2019arte ha un&#8217;intima affinit\u00e0 con il mondo della\nfede&#8221;. <\/em>L\u2019arte contemporanea a servizio della fede ha il compito urgente,\ndi dare una salutare scossa alla comunit\u00e0 cristiana, perch\u00e9 s&#8217;impegni a \u201c<em>discernere l&#8217;opera d&#8217;arte coerente con la\nliturgia<\/em>&#8220;, e alla Chiesa, perch\u00e9 \u201c<em>riscopra\nl&#8217;autorevolezza audace di chiedere agli artisti di mettere al servizio della\nliturgia la loro arte<\/em>&#8220;. L\u2019arte ha la capacit\u00e0 di evangelizzare\nmostrando la dimensione possibile spirituale dell\u2019umano, mostra la bellezza del\nmistero. L\u2019arte \u00e8 pedagogica nel suo comunicare la fede. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">www.ferraginart.onweb.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>intervista a Massimiliano Ferragina di Morena Patrizia La Torre Sfida sempre nuova quella di annunciare il Vangelo, suscita interrogativi esistenziali, richiede un coinvolgimento personale e apre alla ricerca di nuovi linguaggi capaci di colmare la vita di bellezza. Come avvicinare arte e Vangelo e viceversa? Ne parlo con piacere con l\u2019insegnante\/artista e formatore Massimiliano Ferragina. 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Nella mia esperienza di artista e insegnante e anche formatore in\nambienti ecclesiali, posso testimoniare che i workshop di pittura emozionale\nbiblica, ideati da me appunto, sono sempre momenti dove la parola e la sua\nbellezza, passando dalle mani, con attivit\u00e0 pittoriche concrete, e con focus su\nartisti e opere ispirati dal Vangelo diventano esegesi viva, entusiasmante,\nlinfa nuova per accostarsi ai testi senza essere noiosi, ridondanti, o peggio\ndistanti dal vissuto. 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Me compreso ovviamente!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Arte,\nemozione, spiritualit\u00e0: mostraci una tua opera\u2026<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L\u2019opera\nche ho scelto di commentare e meditare per il vostro sito parrocchiale,\nriguarda proprio la vita di un pubblicano, anzi la vita di Matteo il\npubblicano. San Matteo. L\u2019opera \u00e8 un\u2019opera di arte contemporanea, la sua\nrealizzazione risale al 2016. Matteo ha la\nfortuna\/sfortuna di fare questo mestiere in Galilea, nella citt\u00e0 di Cafarnao.\nSi trova al centro dell\u2019attenzione, ogni giorno \u00e8 preso di mira dai pregiudizi,\nsi dice che i pubblicani rubassero dalle tasse, Matteo col suo banchetto in\npiazza, all\u2019aperto \u00e8 davvero molto esposto. Non immagina l\u2019incontro che sta per\nrealizzare. Non ha idea di quale Bellezza lo interpeller\u00e0. L\u2019opera che stiamo\nanalizzando non raffigura Matteo come lo abbiamo descritto, non serve, \u00e8 stato\ngi\u00e0 fatto da grandissimi artisti. L\u2019opera cerca di raffigurare la sagoma di\nMatteo, la sua ombra, la sua linea corporea, il suo essere fondamentale. Nella\nsezione bassa intravediamo questa linea nera frettolosa che traccia la sagoma\ndi Matteo. E\u2019 una sagoma di uomo, di schiena, che volta le spalle allo\nspettatore, al suo pubblico, alla sua gente che lo odiava per pregiudizio o a\nragion veduta. La sagoma \u00e8 china su s\u00e9 stessa, curva, chiusa in s\u00e9 stessa,\ndenuncia la chiusura alla libert\u00e0 derivante dalla verit\u00e0, nell\u2019uomo antico come\nin quello contemporaneo. Matteo pur essendo vissuto al tempo di Ges\u00f9 \u00e8 ancora\nvivo e contemporaneo in tutti quei ragazzi che vivono la sua condizione. Il\nmancato incontro con la vera Bellezza che libera l\u2019essere. Un essere che fino a\nquel momento \u00e8 rimasto chiuso e arroccato sul possesso, sul piacere che si\ncompra, sulla fame di consumare e la sete di apparire. La sagoma da sinistra\nappare piccola, immersa nel nero che dal fondo si erge come la pesantezza della\ncolpa che ci tiene ancorati alla terra senza avere la capacit\u00e0 e il coraggio di\nalzare la testa e guardare il cielo. Ma proprio da questo cielo ecco la luce!\nUno squarcio di luce bianchissima, una luce materica (nell\u2019opera questa luce \u00e8\nresa con spatolate di stucco acrilico, la tecnica s\u2019ispira all\u2019arte informale che\nprevede la pittura materica) che inonda il cielo di Matteo, riempie il centro\ndella terra, si staglia al di sopra delle ombre. E\u2019 Cristo che si presenta a\nMatteo. E\u2019 la luce della Bellezza fatta persona che invade senza essere\ninvadente il luogo dove il giovane pubblicano vive. Ges\u00f9 appare innanzi a\nMatteo, aveva appena operato prodigi, la guarigione fisica di un paralitico.\nFresco di miracolo Ges\u00f9 pronuncia a gran voce: seguimi! In alto a sinistra la\ntela parla. Anzi scrive. Scrive SEGUIMI. Una sola parola, un imperativo del\ncuore. In quella sola parola tutto la nuova vita di Matteo si nasconde. Seguimi\ncome fidati. Come amami. Come liberati. Come vivi. Come alzati! Chi non\nvorrebbe sentire questo comando? La tela parla attraverso le parole scritte su\ndi essa. Serve immediatezza. Lo spettatore che osserva deve saper leggere e\naccedere al messaggio dell\u2019opera. Come abbiamo gi\u00e0 detto l\u2019opera serve al\ncontenuto, non lo supera. Quel \u201cseguimi\u201d in alto viene dal cielo e tocca la\nterra. La terra dove Matteo \u00e8 ancorato, \u00e8 fissato, \u00e8 zavorrato. In una parola\nun nuovo progetto di vita si fa avanti. E\u2019 Ges\u00f9 che si fa avanti. Matteo non\nesita. Giovane coraggioso e desideroso di bellezza. Osservando ancora la tela.\nI colori del cielo nell\u2019opera sono rosso e blu, i colori del sangue arterioso e\ndel sangue venoso: l\u2019umanit\u00e0 che si fa grande dell\u2019amore di Dio, senza il suo\namore saremmo piccoli, saremmo un corpo vuoto, solo un insieme di carne e ossa\nsenza spirito. Matteo da quel giorno ha cominciato a vivere la vera vita con\ngli occhi traboccanti di bellezza. L\u2019opera utilizza pochissimi elementi nella\nsua costruzione, nella sua architettura cromatica. Pochi elementi \u00e8 linguaggio\ncontemporaneo. Rendere il molto col poco. Elementi per\u00f2 altamente simbolici e\nsignificativi che \u201cnarrati\u201d alle nuove e giovani generazioni risultano attuali\ne comprensibili. Non servono in un tempo \u201cdigitalizzato\u201d grandi manovre\nnarrative per trasmettere un contenuto di fede, servono segni e simboli chiari,\nnetti, rispettosi della verit\u00e0 di fede. \u201c<em>Ogni forma autentica di arte \u00e8, a suo modo,\nuna via di accesso alla realt\u00e0 pi\u00f9 profonda dell'uomo e del mondo\" e che\n\"quando \u00e8 autentica l\u2019arte ha un'intima affinit\u00e0 con il mondo della\nfede\". <\/em>L\u2019arte contemporanea a servizio della fede ha il compito urgente,\ndi dare una salutare scossa alla comunit\u00e0 cristiana, perch\u00e9 s'impegni a \u201c<em>discernere l'opera d'arte coerente con la\nliturgia<\/em>\", e alla Chiesa, perch\u00e9 \u201c<em>riscopra\nl'autorevolezza audace di chiedere agli artisti di mettere al servizio della\nliturgia la loro arte<\/em>\". L\u2019arte ha la capacit\u00e0 di evangelizzare\nmostrando la dimensione possibile spirituale dell\u2019umano, mostra la bellezza del\nmistero. L\u2019arte \u00e8 pedagogica nel suo comunicare la fede. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>www.ferraginart.onweb.it<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Morena Patrizia La Torre<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"width\":783,\"height\":813} -->\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/HEcD1wIyGprPb2UWLcnAwOrS2nUnOzCFY3zzpTY8-GARJ3pkpMb9bd475Wlx3AY4HoKLe9zOKj8htLn32B_vxfWdKT1bE1P6SikVWn4WDc8lPqJrjeOds8Hzh99dFk14N3m4ac5x6yxNG05cLl0mBOet7XHAd_9ONvY862DYHoGlkEe3q325rs_DTjimQbvDhhR3PFsdqsPbISL_2tge4pAUyuRe0K0P-ipbOu4V5BKBO9g2XG_OQ_7U5XkonQytIawHW7MGJpm4fgbv1yFjH_vH6uO-06bKJ2oNJpiPWGXWczKyCuBMAGLsoyMeMyotfEImG-nckSsVPN8eTUuCQWL_665VaYwft3r3UwwV-sWdC40BC5Tis314WxY8AMCE3KHP7N58ugPYFJMRbdoyXBuGPhoIqaNlRv6q9cHmcwF9C3Z6dXzNcRAE6kMI0h1iRDiKTZVwb9ROZq4qSFruwhJjZP9ck0z1EmVNnvWYZwRUh_2Tx2uC4EvYI7BwYo40zkXRp5q637rn7SKhDpD6W_xmPnLMq2HLFWH57RvyMtiyazrXh8XOzuuDDBEhQdviR8tShI2mx1cMClMmcXc75VC87h-NE5zfGIKE-O4Y0q4eai6Yig9f6R3sDfCMLxaTxzq0eOF54nvk1xThFvTXRdaW8kl0sJA=w747-h776-no\" alt=\"\" width=\"783\" height=\"813\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:image {\"width\":779,\"height\":779} -->\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/WsDI-B9rutlzLuUdYFRnSkrykDY20SbkOc-CqKy0udA6K1qE3W4xEawJfPYAK9gkb-Vt0bpQ2wNCXj-b5tvhUJ0jTyjOQZf8RVtypvvg17mVBJJhpT8ov_lBtm8T-LPjQTo0ExkdkKRAf6J1RmM59_pF6LBGqkPvCFwrF8CovTmlXgcW18AWbg8u-LKV6z_ZVcP3c8yoslJ6uGvesd4ooN7Ps_hldzlZH-WbnniukPhdWG3xOk0r-4EadNBTx6yqIYgcFacfDkyTho93DnI8A8_7NL6KiYVk-VsvxfOcNvWvpKd9KZ85FEGC8WNn10-RLjui1ml3wyeRLLkr3BDty6GcQxL_VV_XVe37HxZn6qQ7RRbciBkHGzkfuy_FTXePFicU5p_vMFSLcUW1OLMMy2ilQfvVGdmQzt8ayFMX6yTiwgf_OxtCRFHACENlLpNY-sdr4J0dYuJkFiHXI6hYs08YEqWD32odY8aF_N5D930NTnWw7gmyEXEMQgy-nUQ0avpvQmZ_By5HSnSj9yKQi3jFAbmeK6LzojdAuBa6RNvSuOTwfOciVWLekqaNJqqcrDG2WKyI-CPZBcmpZtlbdB7yZgoTKqklu6xm94HDtsTJp9pT9vIY_5jYTfrdlnMJuMY4fv6MQng7RogBEN2BqPpFCehLeb4=s801-no\" alt=\"\" width=\"779\" height=\"779\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->","footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-572","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ordinario"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-28 05:41:19","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=572"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/572\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":691,"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/572\/revisions\/691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sanrocco.parrocchiasambuceto.it\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}