Cari ragazzi, cari parrocchiani, con la domenica delle Palme diamo inizio ai riti della settimana Santa che ci fanno rivivere la memoria sacramentale degli ultimi giorni della vita terrena di Gesù i quali ci conducono alla pienezza della vita nell’atto della gloriosa Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Entrando a Gerusalemme Gesù viene osannato dal popolo, quello stesso popolo che da lì a poco chiederà la sua crocifissione. Durante l’ingresso a Gerusalemme la folla era animata dal desiderio di accogliere il Messia, colui che era venuto a rendere libero il popolo Ebraico dall’invasione romana, dal desiderio di libertà e di giustizia che ridesse dignità alle loro vite, non avevano ancora compreso che Gesù avrebbe donato una libertà ancora più importante li avrebbe liberati dai loro peccati sconfiggendo la morte con la Risurrezione.

Come mai di lì a pochi giorni la stessa folla griderà davanti a Ponzio Pilato “Crocifiggilo”? Per alcuni fu la paura di andare contro il potere del Sinedrio per altri, come per tanti di noi a volte, la convenienza di adeguarsi al potere per riceverne dei favori senza riflettere e considerarne le conseguenze.  Si tratta di una prova per il Signore, perché ha dovuto accogliere gli osanna per imparare a passare anche attraverso le tribolazioni con cuore libero e sereno. In questo modo Gesù si manifesta a noi come un uomo vero, perché si è veramente uomini quando si sa vivere la vita non solo nella gioia e nella spensieratezza, ma anche soprattutto nella tribolazione e nelle difficoltà che inesorabilmente si presentano. Oggi ci troviamo a celebrare questa festa in una apparente solitudine che ci impedisce di dare bellezza esteriore e comunitaria di presenza nelle nostre chiese e per le vie dei nostri paesi.

Ma come per la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco, in una Piazza San Pietro apparentemente vuota, ci siamo sentiti intorno a lui da ogni angolo della terra nella preghiera e nell’adorazione, così ci sentiremo uniti durante questa domenica delle Palme. Faremo la marcia della pace nell’intimo delle nostre case unendoci nella preghiera comunitaria di tutti i cristiani della nostra parrocchia e del mondo. Del resto sappiamo che raggiungiamo davvero i nostri obiettivi, non quando evitiamo le difficoltà, ma quando impariamo ad affrontarle senza scorciatoie. Attraverso le asperità si arriva alle stelle, diceva Seneca. Le difficoltà forgiano il carattere, come la croce portata con fede fa il discepolo. Ecco perché entriamo e camminiamo in questi giorni santi con Gesù, l’Uomo dei dolori, per sperimentare nella nostra vita anche la sua risurrezione. Buona settimana santa a tutti.

                                                                                                                                                                             I Catechisti