Apparentemente distinte queste due solennità sono invece tra loro strettamente collegate. Dopo essere risorto Gesù continua ad apparire ai suoi discepoli per altri cinquanta giorni ( dal greco pentekoste’) fino al giorno in cui “ li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo.” [Lc.24, 50-51] Gli occhi dei discepoli erano fissi, si racconta negli Atti degli apostoli, su Gesù e sulla nube che lo avvolgeva e lo sottraeva al loro sguardo: ecco dunque spiegata la Pentecoste, un frutto della Pasqua. Sappiamo tutti che Pasqua significa proprio <passaggio> un passaggio dalla terra al cielo per Gesù, il quale, prima è disceso tra noi, si è incarnato per essere in tutto uguale a noi eccetto che nel peccato, ci ha mostrato la voce e l’aspetto del Padre che lo ha mandato per amore di tutti noi lasciandoci un semplice e prezioso testamento di amore “ Amatevi come io vi ho amato” per poi ritornare al Padre. Ma ci ricorda che sarà con noi tutti i giorni, non ci lascia soli, anzi ci fa un ultimo grande e prezioso dono, “ lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”. Dunque Gesù ascende e lo Spirito Santo discende tra noi, per RIMANERE sempre con noi, per INSEGNARCI ogni cosa, per RICORDARCI tutto di Gesù, il quale nel descrivere lo Spirito racchiude tutte queste caratteristiche in un unico termine PARACLITO, cioè il consolatore, l’amico, il consigliere,….lo Spirito Santo è l’Amore del Padre e del Figlio in azione, lo Spirito Santo è Vita, è Pace, è Letizia e Gioia che provengono solo da Dio per chiunque ascolta la sua Parola e la mette in pratica. Possiamo vedere ben rappresentata l’Ascensione nel dipinto di Giotto alla Cappella degli Scrovegni a Padova dove viene rappresentato Gesù in ascesa sulla nuvola, di profilo, con occhi già contemplativi del Padre e dai tratti somatici ben delineati, Maria e gli apostoli genuflessi ma divisi da Gesù da due uomini in bianche vesti.

Nella Chiesa di Sant’Ignazio a Roma, invece, osservando la volta centrale è possibile ritrovarsi sospesi tra cielo e terra, poiché partendo dalla centrale figura di sant’Ignazio, si diramano dei raggi che devono portare il fuoco della Parola di Dio, proprio come chiedeva sant’Ignazio ai suoi gesuiti. Infatti tutta la volta è ispirato al versetto del vangelo di Luca scritto intorno alla volta: “ Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e che cosa voglio se non che arda?” [ Lc. 12, 49].

“Lo Spirito ci fa innamorare di un cristianesimo che sia fervore, poesia, perché’ la fede senza stupore diventa grigia” (Papa Francesco)…a tutti i bambini che hanno celebrato in queste due domeniche il Sacramento dell’Eucarestia auguriamo custodire la loro fede per non farla spegnere o ingrigire ma per mantenerla giorno dopo giorno sempre viva, lucente e gioiosa.