Carissimi bambini e cari genitori,  prendiamo oggi il Vangelo di Giovanni.
Dal capitolo 7 inizia la parte che viene intitolata “La festa delle Capanne”. Tutti i fatti raccontati hanno un filo conduttore:    la RIVELAZIONE che Gesù è il MESSIA.
La liturgia odierna si sofferma sul Capitolo 10 ai versetti da 1 a 30, che si intitola BUON PASTORE.
Quindi il Messia è descritto come Buon Pastore.
Ma perché si parla della festa delle Capanne? La tradizione diceva che il Messia si sarebbe rivelato durante questa festa.  Andiamo a vedere di cosa si tratta.

Era questa una delle tre grandi feste di pellegrinaggio, in origine era una festa di vendemmia in cui si costruivano capanne di fogliame, ma col tempo viene messa in relazione con la storia della salvezza del popolo di Israele:
le capanne erano le tende nel deserto e si celebrava il cammino verso la terra promessa con la presenza di Dio nella manna, nell’acqua dalla roccia, nella colonna di nube. Era un rito lungo e ripetitivo in cui Giovanni colloca Gesù: è Lui il vero PANE, la sorgente d’ACQUA VIVA, la vera ROCCIA, la vera colonna di nube che guida Israele.

Gesù è il vero compimento dell’Esodo

Ma, veniamo al contesto del buon pastore. Gesù parla di pastori, di pecore, di recinto, di estranei, ladri e briganti che rubano e uccidono le pecore. Come mai ? Perché ai tempi di Gesù, ma fino a tutto il 1700, la pastorizia rappresentava ricchezza e potere per la lana, per il latte e la carne. Dunque era abituale in tutto il Medio-Oriente paragonare il pastore, potente, ricco e protettivo nei confronti delle sue pecore con il re divino; anche nell’Antico Testamento tante volte compare la figura di DIO pastore buono e di gregge, il suo popolo.
 Quando  Israele è deportato a Babilonia, Isaia dice: «Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna: porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri» (Is 40,11). Conosciamo tutti il bellissimo e celebre Salmo 23: «Il Signore è mio pastore non manco di nulla…».

Esso resta una delle più belle descrizioni di Dio come pastore del suo popolo. Nel corso dei secoli Dio ha  affidato ad alcuni suoi servi l’incarico di guidare il popolo di Israele secondo la sua volontà: Mosè, Giosuè, Giudici, Davide infatti vengono chiamati pastori; però ci sono stati anche pastori infedeli che hanno sfruttato le pecore e  contro di essi si è infiammata l’ira divina: “Io stesso radunerò il resto delle mie pecore…” dice Dio in Geremia 23,3-4, è l’annuncio del Messia come pastore.

Nel testo di Giovanni 10, 1-30:

Gesù, il Messia inviato dal Padre, è «Pastore», anzi  il Buon Pastore, che chiama per nome tutte le pecore, cioè le conosce una per una, come sua proprietà gelosa(v.3), il popolo di Dio è il suo gregge, le pecore seguono solo Lui, perché conoscono la voce del vero padrone, si sentono chiamare per nome(v.4);

il pastore malvagio è come un ladro e brigante, che si infiltra in modo subdolo, evitando la porta legittima-Gesù, da cui ci vuole allontanare e dividere (diavolo=divisore), facendoci credere di non avere bisogno di Lui e che, se stiamo fuori dal recinto, saremo più felici; il recinto rappresenta gli insegnamenti di Gesù, che è la porta unica di ingresso e di incontro con Dio.

“ Egli cammina avanti alle pecore per mostrare loro la strada, per prevenire i pericoli, per difenderle dal lupo o dal brigante. Il Signore Gesù è l’evangelizzatore- il primo evangelizzatore- pastore e porta per le pecore. Lui non solo annunzia la verità, ma è la VERITÀ offerta agli uomini; non solamente indica la via, ma è la VIA, non solo promette la vita , ma è la VITA vera.”( S. Giovanni Paolo II)

Preghiera

O Padre, donaci il tuo Santo Spirito, perché ci apra alla verità profonda delle parole che ci ha detto tuo Figlio Gesù: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore». Insegnaci e aiutaci ad essere pastori dei bambini, come Lui. Attingiamo dalle stesse parole di Gesù per conoscerne bene la verità, correggere la nostra condotta e vivere la gioia di donare il tuo amore ai bambini. Amen.

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