In questa terza domenica d’avvento conosciamo un altro modo per vivere l’attesa di Gesù: la gioia. Già nella seconda lettura san Paolo ci esorta Rallegratevi, c’invita ad un atteggiamento gioioso necessario per accogliere chi viene tra noi, per riconoscerlo presente tra di noi “La gioia è il frutto dello Spirito e si esprime in pace del cuore, pienezza di senso, capacità di amare e di lasciarsi amare e soprattutto in speranza, senza la quale non ci può essere gioia” (R. Cantalamessa)
Dove c’è gioia c’è luce, quella luce che filtra negli spiragli più sottili delle pareti del cuore per illuminare tutta la nostra vita, una luce così profonda, straordinaria, preziosa, unica che illumina ogni angolo della terra per far sparire le tenebre che oscurano il nostro cammino.

Essere in sintonia con Dio, significa riconoscere la Luce che viene, sta in mezzo a voi ci dice Giovanni Battista; eppure venne tra i suoi ma i suoi non lo riconobbero. Giovanni battezzava in acqua, era testimonianza vivente della Luce e di ciò che un testimone NON è, risponde infatti per ben tre volte NO alle domande dei sacerdoti Chi sei dunque tu? Sei tu Elia? Sei tu il profeta? Dunque, ecco, il testimone non mette al centro sé stesso, prepara la strada a colui che sta per arrivare… Su coraggio non temete, ecco il vostro Dio viene, egli viene per salvarvi…Irrobustite, le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti e dite agli smarriti di cuore: ecco ci sarà una strada appianata, un cammino chiamato Via Santa, e su di essa ritorneranno i redenti dal Signore… (la strada appianata)