L’inizio del nuovo anno liturgico porta dentro di se il tempo dell’Avvento, il tempo dell’attesa del Natale, Avvento è il dono di un’Attesa. Spesso la vita di una persona dipende da quello che attende, perchè l’attesa è desiderio, è possibilità di futuro, è speranza. Attendere è un’arte che oggi molti hanno dimenticato, l’arte di chi sa prepararsi al tempo che arriva…è beato chi sa abitare questi giorni come figlio di Dio, fermandosi ad assaporare il desiderio di un Dio che è venuto, e viene, per sua iniziativa scegliendo di farsi uno di noi, accogliendo la nostra umanità, e nell’incontrarci non è condizionato da nulla, nè da chi siamo, nè da ciò che possediamo nè da quello che abbiamo fatto.

In questo tempo forte, c’è però un’altra dinamica da riscoprire, non solo noi attendiamo l’Atteso, ma prima ancora è Lui che attende noi, così come la terra attende il seme per portare frutto. Siamo noi, dunque gli attesi; Dio ci attende nella concretezza del mondo, nei volti delle persone che ci ha donato e che incontriamo ogni giorno. Il nostro è un Dio che ci chiede di metterci nelle sue mani perchè anzitutto Lui si mette nelle nostre mani; anzi ci chiede di far diventare le nostre mani le sue mani, i nostri occhi suoi occhi, i nostri cuori il suo cuore.

L’Avvento è attesa di speranza e forse mai come in questo particolare momento storico sentiamo il bisogno di Qualcuno che venga a liberarci, che ci doni la speranza sollevandoci dalle preoccupazioni e dalle angosce. E’ il tempo della speranza, che Dio ha acceso come una fiamma nei nostri cuori e che si incarna nella storia di ciascuno di noi, è il tempo di accorgersi se quella fiamma arde ancora nel nostro cuore, è il tempo di grazia che ci è donato per scenderci dentroe recuperare la nostra identità di figli di Dio, è il tempo per non ressegnarsi davanti agli ostacoli che si presentano sul cammino…è tempo di ravvivare la speranza…è tempo di un nuovo inizio.
Buon cammino di avvento