E’ necessaria una lunga e attenta riflessione perché i bambini possano vivere il sacramento della Riconciliazione come una esperienza VERA, PROFONDA, MEMORABILE e ripetibile ogni volta che se ne riscontra il bisogno.
Infatti le esperienze pregresse con bambini, sempre più lontani dalla comunità della chiesa e relative famiglie che delegano completamente l’educazione religiosa, ci hanno fatto riflettere maggiormente sulla necessità di non passare facilmente sul Sacramento con cerimonie tecnicamente ben riuscite nei gesti e nei simboli ma non sempre comprese e vissute come forte esperienza di fede, così da mantenerne il valore e il significato negli anni.
E’ dunque importante introiettare il “momento” come INCONTRO col GESU’ RISORTO.
Il periodo pasquale ci ha agevolato la scelta del brano evangelico: Gv. 20,19-23 !!!
Il team delle catechiste si riunisce col vice parroco, don Ettore, per una lectio e meditatio del suddetto brano. Nella preghiera individuale ciascuna trova le parole e i gesti giusti per il proprio gruppo.
Negli ultimi incontri, i bambini sono spronati a ripensare a se stessi, a fare silenzio in ascolto di Dio che parla loro , dunque vengono sollecitati a capire che il loro sarà un INCONTRO col GESU’ RISORTO, ma chi è Gesù? dov’è Gesù? E’ il SACERDOTE che celebra la Riconciliazione e presta le mani, i piedi, la voce a Gesù Risorto, che può presentarsi a noi proprio perché in “altra forma” MENTRE ERANO CHIUSE LE PORTE…VENNE GESU’ E STETTE IN MEZZO. Gesù viene, viene sempre, non ci abbandona MAI, anche quando siamo noi a fuggire MENTRE ERANO CHIUSE LE PORTE DEL LUOGO DOVE SI TROVAVANO I DISCEPOLI PER TIMORE DEI GIUDEI. Quante volte la paura ci allontana da chi ci vuole bene e ci ama e pensiamo di meritare il giusto castigo. Gesù viene perché CI AMA, CI CERCA per ridonarci LA VERA VITA , vince la nostra paura CON IL SUO AMORE ! Gesù non castiga, PERDONA SEMPRE e CANCELLA il nostro errore e lo DIMENTICA per farci CREATURE NUOVE, così siamo spronati a PERDONARCI vicendevolmente RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI… Gesù conosce i nostri errori, anzi le nostre MANCHEVOLEZZE, Gesù è presente nella vita di tutti i nostri giorni:
durante la Messa( vado tutte le domeniche e ascolto il Vangelo o sono distratto? Prego e canto o chiacchiero? Prego tutti i giorni o solo quando me lo dicono?),
nel rapporto con i genitori e i fratelli( ascolto quello che mi dicono i miei genitori o faccio finta di niente? Sono sincero con loro o dico bugie? Sono allegro o metto il “muso”? So condividere le cose o tengo tutto e solo per me?)
nello studio e nell’uso spropositato di giochini elettronici, Tv, cellulare (sono fervido e appassionato oppure pigro? Mi sono schierato dalla parte del deriso della classe o ho preso in giro il compagno? Ho avuto parole di conforto verso chi soffre o me ne sono infischiato? Mi impegno a scuola o studio solo quando mi va? Gioco con l’Ipod o guardo la Tv con parsimonia oppure sto sempre attaccato ad essi?)
Gesù vuole che noi capiamo quanto Egli ci ami! E dobbiamo vivere come Lui per ESSERE FELICI . Dunque avviciniamoci al sacramento spesso e quando ce n’è bisogno RICONOSCENDO TUTTE LE NOSTRE MANCHEVOLEZZE, sapendo che LUI le sa, le conosce tutte. Perché dirle se Gesù le sa? Perché ci ama e VUOLE SENTIRSELO DIRE, mamma mi vuoi bene? Quante volte lo chiediamo, sapendo che la mamma ci vuole bene!! E quando facciamo qualcosa che dispiace molto a mamma o papà , anche noi siamo molto tristi per il dispiacere che provochiamo, E’ DUNQUE GIUSTO PROVARE DISPIACERE PENSANDO A GESU’ CHE CI AMA E NOI NON LO AMIAMO ABBASTANZA. Mamma, papà ti prometto che non lo faccio più: così verso il nostro AMICO GESU’.
Quando avremo confessato le nostre manchevolezze ed è proprio Lui-Gesù ad ascoltarci, il sacerdote farà il gesto con l’imposizione delle mani, è Gesù che CI ALITA LO SPIRITO SANTO…quello è il momento che Gesù PERDONA. LO SPIRITO SANTO è SOFFIO VITALE CHE CI FA CREATURE NUOVE, così come noi siamo creature del grande amore di mamma e papà.
Nella recitazione dell’Atto di dolore riviviamo i momenti dell’esame di coscienza, del dolore dei peccati e del proponimento a non farlo mai più.
Perchè allora la penitenza? Perché “qualcosa” si è rotto e si deve “aggiustare”, ma non pensiamo a un castigo corporale , sarà un gesto, una parola che deve colmare la mancanza di amore che abbiamo procurato e, quando ciò è difficile, il sacerdote ci darà una preghiera, PREGHIAMO IL SIGNORE PERCHE’ SIA LUI, CHE TUTTO PUO’, AD AGGIUSTARE CIO’ CHE NOI ABBIAMO ROVINATO.
E poi?
Poi è grande festa MANGIAMO E FACCIAMO FESTA, PERCHE’ QUESTO MIO FIGLIO ERA MORTO ED E’ TORNATO IN VITA,ERA PERDUTO ED E’ STATO RITROVATO.