Il nostro viaggio verso l’incontro con Gesù oggi fa tappa a Nazareth, dove una giovane ed umile ragazza di nome Maria un giorno fu sorpresa dalla visita di un Angelo del Signore, l’Arcangelo Gabriele che entrando nella sua stanza la saluta dicendo Ave, piena di grazia, cioè ricolma della grazia di Dio. E già, sapete perché Maria era cosi speciale? Perché era stata concepita senza il peccato originale, era immacolata, pura, candida. Maria alla vista dell’angelo in un primo momento si spaventa, è confusa ma l’angelo la rassicura Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio, ed è a queste parole che Maria apre il suo cuore all’ascolto della Parola affinché l’atto creatore di Dio possa trovare compimento: chiede come sia possibile il concepimento di un bambino in lei che non era ancora sposata. E l’Angelo ancora la rassicura, dicendole che su di lei sarebbe sceso lo Spirito Santo (come anche nel giorno di Pentecoste nel cenacolo con gli apostoli) …Come in un crescendo di emozioni Maria è sempre più sicura, si sente al sicuro……e dice il suo SI a Dio, il suo Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto è un totale abbandonarsi alla misericordia di Dio, si lascia toccare e accarezzare dalla tenerezza di cui solo un Dio infinitamente buono ed infinitamente misericordioso è capace. L’umiltà di Maria nel riconoscersi serva del Signore dev’essere per noi esempio di come poter testimoniare l’amore infinito del Padre.

Questa prima parte del vangelo è chiamata ANNUNCIAZIONE, perché Maria riceve non solo l’annuncio che presto sarà madre di Gesù ma anche che una sua lontana parente, Elisabetta, che tutti dicevano sterile era al sesto mese di gravidanza. Nulla è impossibile a Dio. E cosi entriamo , sempre accompagnati in questo viaggio da Maria, nella seconda parte del vangelo di Luca, chiamata VISITAZIONE : la giovane Maria decide di far visita ad Elisabetta che appena la vede le chiede A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me? E Maria le racconta dell’incontro con l’angelo. Inginocchiamoci anche noi come Elisabetta ai piedi di Maria e a cuore aperto esclamiamo Benedetta sei tu fra tutte le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo. Da quel giorno e per tutti i tempi recitiamo a Maria la sua preghiera del cuore, l’Ave Maria, recitiamola pensando che con il suo SI a Dio Maria ha detto si a tutti noi, ringraziandola perché non ci priva mai del suo affetto diventando MADRE DELLA CHIESA e MADRE NOSTRA, segno di umiltà perfetta e di un tutt’uno con il frutto del suo grembo Gesù.
