Oggi, seconda domenica di Avvento, continuiamo il cammino incontro al Signore.

Notiamo il fatto che Lui viene, scende dal cielo, dall’alto della sua divinità, e si fa uomo.

Lui ha fatto il percorso più lungo, per venire a incontrarci nel nostro cuore,

a noi invece rimane il percorso più breve: camminare nello spazio del nostro cuore, dei nostri affetti e delle relazioni che ci circondano perchè Lui ci aspetta lì.

Nel momento in cui ci rendiamo conto della difficoltà che abbiamo ad amare, a perdonare o ad aiutare chi ci sta vicino e abbiamo bisogno di superarla, gridiamo con forza col cuore, con la mente e (se necessario) anche con la voce! Gridiamo: “Marana thà!” cioè

VIENI SIGNORE GESÙ!

Questo grido che la storia ci indica in un’antica invocazione aramaica è un grido di affidamento a Dio affinchè Lui venga e porti con sé i suoi doni.

Egli viene subito, non tarda, non ci lascia soli, porta i suoi doni di amore, di perdono, di pace e di gioia e di tutte le virtù che solo Lui  può dare.

Ricordiamo che Dio è fonte di ogni bene ed è lì pronto, in quanto  Padre, e aspetta che ci rivolgiamo a Lui come suoi figli per essere aiutati quando siamo confusi, fragili e indifesi.

Gesù e lo Spirito Santo possono intervenire con magnificenza e con tutta la loro potenza cambiare le nostre situazioni di miseria.

È questa la fiducia nel cuore che apre la porta a Dio, e Lui interviene, guarda l’umile e l’aiuta, e possiamo andare avanti nella storia della nostra vita e camminare con gioia incontro a Lui, cantando.

L’Avvento è il tempo per mettersi all’opera, è tempo di attenzione da rivolgere agli altri e nella preghiera a Dio.