Il Mercoledì Santo è conosciuto da tutti come il giorno del tradimento: Gesù tradito, venduto per 30 denari dal suo discepolo Giuda Iscariota. Durante l’ultima cena Gesù afferma: ” in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà” (Mt. 26,21) e i discepoli tutti pieni di stupore, senza capire minimamente la profondità di quella frase cominciano a chiedere chi fosse di loro. E Gesù dà una risposta lapidaria “colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà!” (Mt. 26,23). Dunque vediamo che fino alla fine Gesù va incontro alla volontà del Padre Suo: sceglie Giuda come apostolo, lo invita a seguirlo, gli vuole bene, lo accoglie alla sua mensa e con lui condivide il pasto creando intimità e familiarità.

Ma allora perché Giuda arriva a tradire e vendere il suo maestro che gli aveva dato un posto così importante e speciale? Forse una risposta la possiamo trovare nel Vangelo quando si dice “Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota che era nel numero dei Dodici” (Lc. 22,3): per dirla con parole di Don Primo Mazzolari, Giuda non era in sé si è lascito ingannare dalla facilità di potere e di denaro. E’ un peccatore! Un peccatore come ognuno di noi, ma se solo avesse fatto un passo indietro, come Pietro, che piange quando capisce di aver rinnegato il suo Maestro, se anche Giuda avesse cercato il Suo sguardo durante la Via Crucis, sicuramente il Signore gli avrebbe aperto le sue braccia come anche per il ladrone sulla croce con Lui.

Dio è un Padre infinitamente buono ed infinitamente  misericordioso, legge nei nostri cuori e comprende le nostre debolezze difronte al nostro pentimento il suo cuore di Padre si allarga! Chissà quante volte, nel nostro piccolo, ci siamo comportati anche noi come Giuda, tradendo Gesù, non facendo la sua volontà, voltando le spalle a chi aveva bisogno di noi, pensando prima a noi e poi agli altri, non dando seconde possibilità a chi ha potuto farci un torto… infondo forse ognuno di noi dovrebbe cercare lo sguardo di Gesù ai piedi della sua croce, per sentirci perdonati, lavare i Suoi piedi con le nostre lacrime e asciugarli con i nostri capelli, così da portare in noi il profumo inebriante dell’amicizia con Lui che non ci lascia mai soli!

Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio e abbiate  fede anche in me  (Gv. 14,1). Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni e gli altri come io vi ho amati. (Gv. 15,12).

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