Eccoci qui! Ancora lontani fisicamente dalla nostra bella parrocchia e senza poter partecipare alla celebrazione che da inizio al TRIDUO SACRO: don Massimo e don Ettore entreranno nelle nostre case attraverso gli schermi di PC o TV ed ancora oggi ad unirci sarà una potente comunione spirituale, perchè adesso più che mai ci rendiamo conto che la Chiesa non è virtuale ma reale, una comunità fatta di persone, di volti, come sempre dice don Massimo. Perciò noi oggi, FACCIAMO MEMORIA di quel pane spezzato, segno della presenza dell’amore di Dio per noi, del servizio e del dono di sé nella lavanda dei piedi e dell’istituzione del sacramento del sacerdozio, dono grande per noi comunità. Pur restando nelle nostre case non verrà meno la certezza che tutto resta profondamente vero, anche oggi, anche ora, anche davanti a riti silenziati dalla distanza, perchè Dio non si limita ad esistere solo nei riti.

Nel cenacolo dell’amore: il Giovedì Santo

Oggi ricordiamo l’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli, i suoi amici più cari, un momento bello di amicizia, di intimità ma anche un momento triste e doloroso perché Gesù sa che sta per arrivare il momento terribile della sua Passione: inoltre deve subire un grande dispiacere, il tradimento per trenta denari del suo discepolo Giuda Iscariota, con il quale ha condiviso tre anni della sua vita e che ha amato con tutto il suo cuore, ma anche degli altri discepoli che lo abbandoneranno lasciandolo solo nel momento della prova, ma poi si pentiranno!! Gesù però non smetterà di amarli, nemmeno per un attimo.

Servizio e dono di sé

Durante la cena Gesù compie un gesto inaspettato: Lui che è il Maestro, lava i piedi ai suoi discepoli. Cosa vuol dire per Gesù fare questo gesto? E’ un gesto di servizio, che facevano i servi ai padroni anche se non erano obbligati a farlo, un gesto potremmo dire di attenzione, un gesto in cui ci si prende cura della parte più affaticata del corpo: i piedi che portano il peso di tutta la persona e che ai tempi di Gesù, camminando nei sandali, si sporcavano, immaginiamo non avessero un bell’aspetto a fine giornata…ecco, allora Gesù si prende cura della parte più affaticata, più stanca, più sporca del corpo dell’altro, fa un gesto di servizio, di amore, si prende cura dei discepoli, dei suoi amici.  Gesù ci lascia un esempio d’amore e ci lancia un invito a seguirlo.

Il mio Corpo e il mio Sangue

È il momento in cui Gesù ci fa il dono grandissimo dell’eucarestia: Egli si fa pane e vino per noi. Nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo che è per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo dopo aver cenato prese anche il calice, dicendo “Questo è il calice della nuova alleanza nel mio sangue; fate questo in memoria di me”. Attraverso l’eucarestia Gesù è sempre in mezzo a noi. Ogni domenica noi ricordiamo questo grande mistero e per questo ci riuniamo insieme, pieni di gioia, perchè Gesù è in mezzo a noi. Gesù in questa notte istituisce anche il sacramento del sacerdozio, ci fa dono dei sacerdoti, e da’ loro una parola d’ordine “Fate questo in memoria di me” e da allora la Chiesa ha continuato a compiere attraverso di loro nella Messa gli stessi gesti di Gesù.

Da quella notte, tutta la storia contempla i Suoi gesti, le Sue parole, il Suo perdono, il Suo amore che attraverso i secoli ci raggiungono in ogni angolo della terra, PER SEMPRE.

I catechisti

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